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La borsa svizzera ha proseguito le contrattazioni al ribasso, anche se ha ridimensionato le perdite: alle 16.15 l'indice dei valori guida SMI segna 8'414.61 punti, in flessione del 2,31% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perde il 2,36% a 8'668.86 punti.

A trainare i mercati in territorio negativo sono soprattutto i timori legati all'economia cinese: stamane la borsa in Cina ha sospeso le contrattazioni per eccesso di ribasso. La sfiducia deriva principalmente dall'annuncio ufficiale da parte della Banca centrale cinese di una svalutazione dello yuan, la più importante dallo scorso agosto.

L'onda di panico ha attraversato il globo, provocando perdite ovunque. A metà giornata la seduta delle borse europee resta debolissima, in attesa dell'avvio di Wall street. Ma finora sono pochi gli impulsi da Oltreoceano: le richieste di sussidi alla disoccupazione la scorsa settimana negli USA sono scese di 10.000 unità e quota 277.000, ma il dato, seppur positivo, è inferiore alle attese degli analisti, che scommettevano su quota 275.000.

Sul mercato elvetico tutti i titoli si muovono al di sotto della linea di demarcazione. Profondo rosso per Transocean, la multinazionale con sede nel canton Zugo specializzata nelle piattaforme petrolifere, che sull'onda del crollo del prezzo del greggio arranca in fondo al listino (-5,64%).

Molto male anche i bancari: CS Group segna -3,89%, UBS -3,99% e Julius Baer - 3,31%. Il settore non guarda al futuro con troppa serenità, stando al barometro pubblicato oggi dalla società di consulenza Ernst & Young (EY). Solo tre istituti su quattro prevedono infatti risultati in crescita, contro l'84% di un anno fa.

Molto negativi anche Adecco (-3,63%) e il settore del lusso con Swatch Group (-2,97%) e Richemont (-2,72%).

Tra i valori più stabili, seppure anch'essi in forte perdita, si segna Swisscom (-1,69% e i pesi massimi difensivi Roche (-1,03%) e Novartis (-2,04). Peggio invece Nestlé, che incassa per ora un -2,40%.

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SDA-ATS