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Continua lo sprint della borsa svizzera, con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna un progresso del 2,78% a quota 8'786,82, mentre l'indice complessivo SPI sale del 2,62% a 8'948,68 punti.

I listini sono sostenuti dalla performance di Wall Street - trainata dalle aspettative che la Fed non alzi, come inizialmente previsto, i tassi di interesse a settembre - e dai mercati cinesi, con la borsa di Shanghai che stamane ha terminato le contrattazioni in progresso del 5,34% mentre quella di Shenzhen è salita del 3,33%, mettendo così fine a una serie negativa che proseguiva da cinque giornate. A rasserenare l'atmosfera anche la notizia del calo delle richieste di disoccupazione negli Usa e la revisione al rialzo delle stime del pil americano.

Sulla piazza zurighese è in lento recupero Syngenta, crollata ieri di oltre il 18% dopo che il colosso americano dell'agrochimica Monsanto, al termine di mesi di corteggiamento, ha annunciato di non voler più mantenere la sua proposta per rilevare la concorrente basilese. Il titolo in borsa guadagna il 4,78%.

Più contenuta la ripresa di Transocean, che ieri ha proposto una manovra di rettifiche di valore che potrebbero pesare sui conti per oltre 2 miliardi. Dopo il tonfo di ieri di quasi l'8% il titolo segna ora una progressione del 2,90%.

Nettamente di segno più i bancari (UBS +1,94%; Credit Suisse +2,60%; Julius Bär +2,79%), così come gli assicurativi (Zürich Insurance +1,71%; Swiss Re +2,03%). Segue la tendenza rialzista anche il segmento del lusso (Swatch +1,15%; Richemont +2,64%). Di segno negativo tra le blue chip solo Givaudan (-0,67%).

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SDA-ATS