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La borsa svizzera rimane al di sotto della soglia della parità con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna una flessione dell'1,02% a 8'612.27 punti, mentre l'indice complessivo SPI scende dello 0,90% a quota 8'883.72.

I mercati sono trascinati al ribasso da nuovi timori riguardanti la congiuntura mondiale e dal calo del prezzo delle materie prime. Un ostacolo è costituito anche dalle prospettive di un aumento dei tassi negli Stati Uniti, che potrebbe intervenire la settimana prossima. "Uno sguardo nei libri di storia mostra che i primi tre mesi dopo un rialzo dei tassi si rivelano difficili", ha commentato un analista.

Gli operatori di borsa sono inoltre in attesa delle decisioni di politica monetaria della Banca Nazionale, che si pronuncerà domani. La maggior parte degli analisti non prevedono mutamenti di rotta, senza però escludere la possibilità che l'istituto centrale porti i tassi negativi da -0,75% a -1,0% con l'obiettivo di indebolire il franco.

Tutte le blue chip sono di segno negativo, ad eccezione della volatile Transocean (+1,59%), che approfitta di una leggera ripresa del corso del petrolio, e di Syngenta (+2,28%) dopo speculazioni circa una fusione tra Dow Chemical e DuPont, le due principali aziende chimiche americane.

Tra i bancari UBS perde lo 0,84%%, Credit Suisse lo 0,98% e Julius Bär l'1,60%. Deboli anche i pesi massimi difensivi, con Roche in arretramento dello 0,63%, Novartis dell'1,0% e Nestlé dell'1,01%.

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SDA-ATS