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La Borsa svizzera, dopo un avvio incerto, si mantiene sotto la soglia della parità, con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna un calo dello 0,33% a 8'377,79 punti, mentre l'indice complessivo SPI scende dello 0,32% a quota 9'145,59.

Sui listini pesano soprattutto i bancari senza contare che sul finire della settimana gli investitori stanno procedendo a realizzi di guadagno. Sul piano internazionale questo pomeriggio è stato reso noto che nel 2016 l'economica americana è cresciuta in media dell'1,6%, in netto calo rispetto al 2,6% del 2015. Nell'ultimo trimestre dell'anno la crescita è stata dell'1,9%, al di sotto delle attese che erano di un +2,2%.

Sulla piazza zurighese al centro dell'attenzione degli investitori vi è UBS, che stamane ha annunciato per l'esercizio 2016 un utile netto di 3,3 miliardi di franchi, in calo del 47% rispetto all'anno precedente, quando aveva però beneficiato di fattori straordinari. La contrazione riguarda sia la gestione patrimoniale, sia l'investment banking.

La performance, realizzata in un contesto di mercato difficile e in un momento di incertezze geopolitiche, è migliore rispetto alle previsioni degli analisti: il titolo in borsa sta comunque perdendo terreno (-3,83%), trascinando con sé Credit Suisse (-3,15%) e Julius Bär (-2,74%).

Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé, debole ieri, si sta riprendendo (+0,27%). Novartis flette dello 0,42% e Roche (-0,04%) cerca di rimanere aggrappata alla soglia della parità. Actelion, in procinto di essere rilevata da Johnson & Johnson per 30 miliardi di dollari, dopo il balzo di quasi il 20% messo a segno ieri rimane invariata.

Debole il segmento del lusso, in seguito alla pubblicazione ieri delle deludenti statistiche sulle esportazioni orologiere: Swatch cede l'1,01% e Richemont lo 0,84%.

SDA-ATS

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