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La borsa svizzera ha ulteriormente accentuato le perdite nel primo pomeriggio con l'indice SMI dei principali titoli che verso le 15.30 segna 7'749.52 punti, in calo dell'1,73%, mentre l'indice complessivo SPI si attesta a quota 7'346.73, in flessione dello 1,70%.

Sui mercati pesano i segnali di un imminente intervento militare in Siria. Le prospettive di un aggravamento della crisi provocano un rialzo del prezzo del petrolio e una fuga verso i valori rifugio e le divise, come ad esempio il franco svizzero. Le borse europee non sono peraltro state agevolate dal calo della massa monetaria M3 messa in circolo dalla Bce, risultato inferiore alle stime degli analisti.

Stamane è stato reso noto che l'indicatore UBS dei consumi in Svizzera è rimasto stabile in luglio. Tra i dati in crescita figurano le immatricolazioni di automobili, mentre il commercio al dettaglio continua a patire le conseguenze del franco forte.

Tutte le blue chip di Zurigo sono di segno negativo: tra i bancari Credit Suisse cede il 2,50%, UBS il 2,41% e Julius Bär l'1,36%. Di segno decisamente negativo anche i giganti del mercato quali Nestlé (-0,97%), Novartis (-1,39%) e Roche (-2,05%). Holcim, che oggi ha annunciato uno scambio di partecipazioni con la concorrente messicana Cemex, è in arretramento del 2,85%.

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SDA-ATS