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La borsa svizzera si riporta sopra la soglia della parità con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna un leggero progresso dello 0,15% a 8'518,68 punti, mentre l'indice complessivo SPI sale dello 0,05% a quota 8'685,79.

I mercati continuano ad essere nervosi e l'indice di volatilità rimane alto, ha indicato stamane un commentatore. Al centro dell'attenzione vi sono ancora le dichiarazioni della presidente della Fed Janet Yellen, che la settimana scorsa ha definito opportuno un aumento dei tassi entro la fine dell'anno.

Tra le blue chip della piazza zurighese cedono terreno UBS (-0,99%) e Julius Bär (-1,73%) finite stamane nel mirino della Commissione della concorrenza per presunti accordi illeciti nel commercio di metalli preziosi. Il movimento al ribasso che sta investendo i valori finanziari riguarda tuttavia anche Credit Suisse, che sta arretrando del 2,33%.

Tra i pesi massimi difensivi a sostenere i listini vi è Roche (+2,86%): la casa farmaceutica ha presentato oggi studi promettenti per un suo trattamento contro la sclerosi a placche e ha annunciato una immunoterapia oncologica sperimentale contro il carcinoma polmonare. Debole invece Novartis (-0,66%).

Il colosso dell'alimentare Nestlé (+0,48%) sembra aver ritrovato vigore, mentre nel segmento del lusso scivolano in territorio negativo sia Swatch (-0,08%), sia Richemont (-0,13%). Ad eccezione di ABB (+0,18%) e Geberit (+0,17%) i titoli più esposti ai cicli congiunturali sono di segno meno, in particolare LafargeHolcim, che lascia sul terreno il 2,05%.

Sul mercato allargato il panificio industriale Aryzta, che ha presentato i risultati aziendali, sta guadagnando lo 0,35%.

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SDA-ATS