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La Borsa svizzera recupera terreno e si avvicina alla soglia della parità con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna una flessione dello 0,10% a 8'441,33 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra leggermente dello 0,02% a quota 8'708,94.

Sui mercati continuano a pesare le inquietudini relative all'economia cinese, anche se stamane le principali borse del paese hanno terminato in solido rialzo in seguito alla sospensione, dopo appena una settimana, del meccanismo di blocco automatico delle contrattazioni in caso di eccesso di ribasso, che aveva aumentato la volatilità dei listini invece di attutirla.

Shanghai ha archiviato la seduta con un progresso dell'1,97%, mentre Shenzhen è cresciuta dell'1,05%. In rosso invece Tokyo (-0,39%) che ha così ha siglato la quinta seduta consecutiva in territorio negativo.

Sulla piazza zurighese si mette in evidenza, dopo le perdite dei giorni scorsi, il segmento del lusso, con Swatch che sale dello 0,88% e Richemont dell'1,04%. Prevalentemente di segno più i valori ciclici sensibili all'andamento della congiuntura ad eccezione di ABB (-1,01%) e del gigante del cemento LafargeHolcim (-0,21%).

I bancari appaiano contrastati: scivolano all'indietro Ubs (-1,52%) e Credit Suisse (-0,54%), mentre Julius Bär allunga il passo (+0,91%). Tra i pesi massimi difensivi Nestlé avanza dello 0,28%. Deludono invece Novartis (-0,42%) e Roche (-0,07%). La volatile Transocean, molto sensibile alle variazioni del corso del petrolio, sta perdendo il 3,23%.

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SDA-ATS