La borsa svizzera scivola in territorio negativo, con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna una flessione dello 0,38% rispetto a venerdì a quota 9'317.40, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,40% a 9'453.70 punti.

I mercati, secondo alcuni osservatori, sono prudenti in considerazione del voto amministrativo spagnolo e delle possibili conseguenze sulle prossime legislative, ma continua a preoccupare anche la partita a poker che si sta giocando ad Atene.

Stamane il capo del fondo di salvataggio europeo Esm, Klaus Regling, ha fatto sapere che "il tempo stringe e per questo si lavora senza sosta ad un accordo. Senza accordo, Atene non può avere altri prestiti e quindi rischia il fallimento". Anche l'euro appare peraltro sotto pressione, sia rispetto al dollaro, sia rispetto al franco.

Sulla piazza zurighese è in affanno il segmento del lusso, con Richemont che cede l'1,69% e Swatch il 2,02%, dopo una valutazione negativa della Banca cantonale di Zurigo. Arrancano anche i pesi massimi difensivi: il colosso dell'alimentare Nestlé fa un passo indietro (-0,20%), così come Novartis (-0,46%), mentre Roche si mantiene a fatica a galla (+0,07%).

Tra i bancari UBS (-0,25%) fa leggermente meglio di Julius Bär (-0,38%): Credit Suisse scende dell'1,66%. Tutti negativi i titoli più sensibili alle variazioni congiunturali ad eccezione di ABB che mette a segno un progresso dello 0,29%.

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