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La borsa svizzera vira in positivo in fine di mattinata e si riporta sopra la soglia dei 9 mila punti: l'indice SMI dei principali titoli sale dello 0,17% a quota 9'031,56 mentre l'indice complessivo SPI avanza dello 0,22% a quota 9'282,64.

I mercati sono condizionati dalle dichiarazioni della presidente della Fed americana Janet Yellen - che ieri ha definito "un rischio" aspettare troppo per rialzare i tassi di interesse - e dal Beige Book, secondo cui "l'economia americana cresce a una velocità modesta" anche se i consumatori americani rimangono "propensi a spendere". Questo scenario rende più probabile un rialzo dei tassi durante la riunione della Fed del 15-16 dicembre.

I riflettori sono intanto puntati sul direttivo della Bce, che si riunisce a Francoforte per decidere un ulteriore allentamento monetario. Si prevede che Mario Draghi vari nuove misure di stimolo per rafforzare la crescita e rialzare l'inflazione, ben lontana dal target del 2%.

Sulla piazza zurighese sono di segno positivo i bancari, con Julius Bär a +0,40%, Credit Suisse a +0,22% e UBS a +0,15%. Contrastati i pesi massimi difensivi: il colosso dell'alimentare Nestlé allunga leggermente il passo (+0,13%), così come Novartis (+0,17%). Roche scende invece dello 0,29%.

Tra gli assicurativi Zurich Insurance, dopo l'annuncio della partenza del direttore generale Martin Senn, si mostra poco dinamica (-0,60%). Il gruppo sta peraltro accelerando il suo programma di compressione dei costi: stamane ha indicato che trasferirà all'estero 300 posti di lavoro entro la fine del 2018. I titoli maggiormente esposti ai cicli congiunturali sono tutti di segno più.

Sul mercato allargato Galenica, che prevede di scindersi in due unità indipendenti, si rafforza (+2,76%). In progressione anche Bobst (+2,15%), che ha rivisto al rialzo gli obiettivi di crescita del fatturato.

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SDA-ATS