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La borsa svizzera vira in positivo con l'indice l'indice SMI dei principali titoli che in fine di mattinata sale dello 0,50% a quota 8'651.93, mentre l'indice complessivo SPI avanza dello 0,45% a 8'919.69 punti.

Tutte le borse europee hanno imboccato con più decisione la via del rialzo con l'unica eccezione di Madrid, frenata dall'incertezza politica dopo le elezioni di ieri che non hanno dato al Partito Popolare del premier Mariano Rajoy la maggioranza in Parlamento.

Sui mercati continua a incidere il calo del prezzo del petrolio, sceso a tratti sotto i livelli dell'estate 2004, ma gli investitori - stando a un analista - si sarebbero abituati a tali oscillazioni. I volumi, in questa settimana borsistica raccorciata a causa delle festività natalizie, sono contenuti e caratterizzati da grande volatilità che secondo gli esperti della Banca cantonale zurighese dovrebbe continuare anche il prossimo anno.

Sulla piazza zurighese sono deboli i bancari, con UBS in discesa dello 0,05% e Credit Suisse dello 0,56%. Julius Bär sta scivolando all'indietro dell'1,55% dopo notizie della stampa domenicale secondo le quali sull'istituto peserebbe la minaccia di una multa negli Stati Uniti più alta di quanto preannunciato e ben superiore agli accantonamenti previsti a questo scopo.

Hanno suscitato discussioni anche rivelazioni giornalistiche circa un rilevamento di Syngenta da parte del gruppo China National Chemical Corp, che secondo l'agenzia Blomberg avrebbe aumentato la sua offerta a 470 franchi per azione. Il gruppo cinese vorrebbe acquistare dapprima il 70% del capitale e il 30% restante solo in un secondo tempo. Il consiglio di amministrazione dell'azienda agrochimica basilese si pronuncerà entro la fine dell'anno e intanto il titolo sale dell'1,82%.

Ordini di acquisto stanno interessando anche i valori ciclici come ABB (+0,925), Adecco (+0,67%) e il gigante del cemento LafargeHolcim (+1,44%). Tra i pesi massimi difensivi Roche allunga il passo dello 0,82%, Novartis dello 0,47% e Nestlé dello 0,27%.

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SDA-ATS