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Borse caute con FMI, agenzie rating; cala spread

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 gennaio 2012 - 19:28
(Keystone-ATS)

Hanno reagito con cautela i mercati finanziari europei alla disponibilità annunciata dal Fondo Monetario Internazionale di ampliare la propria dote a sostegno del debito sovrano fino a 500 milioni di dollari, dopo una prima indiscrezione che dava l'ammontare complessivo al doppio, cifra che in realtà rappresenta, a detta del fondo stesso, il fabbisogno complessivo di finanziamenti globali.

Partite deboli dopo una seduta al rialzo in Asia, le borse europee hanno invertito la rotta con l'annuncio dell'FMI, ripiegando poi intorno alla parità e mantenendosi tali fino alla fine, con Wall Street in leggero rialzo. Londra ha guadagnato lo 0,15%, Parigi (-0,15%) ha segnato un calo speculare e Francoforte ha guadagnato lo 0,34%. Debole Madrid (-1,34%), mentre Milano ha perso lo 0,31%. Ha terminato invece in forte rialzo Atene (+2%).

Gli investitori, spiega un operatore, si sono "mantenuti prudenti", in attesa di nuove mosse dalle agenzie di rating, dopo il declassamento su mezza Europa di venerdì scorso di S&P. Sull'argomento, la Consob (autorità di sorveglianza dei mercati finanziari italiani) ha annunciato verifiche già ieri, in un'intervista del presidente Giuseppe Vegas, confermate oggi dal segretario generale Claudio Salini, interpellato sull'argomento a Londra a margine della visita ufficiale del presidente del Consiglio Mario Monti.

Fitch aveva già ipotizzato ieri un taglio al rating dell'Italia, pur a fronte di un rischio insolvenza "molto basso", valutazione, quest'ultima, confermata oggi insieme agli apprezzamenti espressi nei confronti delle prime misure adottate dal Governo Monti.

Complessivamente i mercati hanno guardato con un certo scetticismo ai conti presentati oggi dal colosso bancario Goldman Sachs, il cui utile è crollato del 58% a 1 miliardo di dollari, deludendo le attese degli analisti. Sul fronte europeo, invece, non è passata inosservata la ripresa dei colloqui tra il governo di Atene ed i suoi creditori privati, che ha favorito la piazza ellenica. L'euro si è mantenuto vivace nei confronti del dollaro, con un tasso di cambio di 1,28, che, secondo gli analisti, potrebbe salire ulteriormente.

Positivi poi i dati macroeconomici Usa, con i flussi netti di capitale positivi per 48,6 miliardi di dollari a novembre, contro il calo analogo del mese prima. Gli impianti industriali, invece, hanno avuto un utilizzo del 78,1% a dicembre, in linea con le attese degli analisti.

Quanto ai titoli di stato, la tensione è rimasta sotto controllo, con il differenziale tra Btp e Bund tedeschi a 463 punti base, a fronte dei 201 punti dei titoli spagnoli e dei 135 punti delle obbligazioni francesi, alla vigilia delle rispettive aste, mentre oggi il Portogallo ha collocato titoli per 2,5 miliardi di euro, con una domanda di poco superiore al doppio dell'offerta.

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