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Borse europee bocciano Merkel-Sarkozy, euro debole

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 gennaio 2012 - 21:00
(Keystone-ATS)

Il duo Merkel-Sarkozy non convince i mercati finanziari, indeboliti dallo scivolone delle banche italiane che hanno appesantito tutto il settore del credito in Europa. Ancora tensione sui titoli di Stato italiani con lo spread sui Bund a quota 531. E l'euro non respira, muovendosi sempre sui minimi degli ultimi sedici mesi.

Il tentativo con poche possibilità di riuscita di accelerazione sulla Tobin Tax, la possibile sostituzione dell'Efsf (il fondo "salva-Stati" provvisorio) con un organismo permanente, la proposta di anticipare alla fine di gennaio il Consiglio europeo sul nuovo patto fiscale lanciati dalla cancelliera tedesca e del presidente francese non hanno insomma ottenuto la fiducia degli operatori finanziari.

Su Borse già incerte sono così bastati due segnali non confortanti a farle chiudere in negativo. Il minore è venuto dalla Svizzera, con il presidente della Banca nazionale, Philip Hildebrand, che si è dimesso per lo scandalo su transazioni private in valuta straniera. Ma il peggiore è stato "made in Italy", con il titolo Unicredit che ha allargato ancora le perdite in questa difficile fase dell'aumento di capitale.

Risultato: l'indice Dj stoxx europeo del settore del credito ha chiuso in calo di oltre due punti percentuali, con Monte dei Paschi (-14%) in odore di nuova ricapitalizzazione più pesante ancora di Unicredit, che ha ceduto comunque un altro 12%. Ma male hanno chiuso anche Mediobanca (-6%), Natixis (-5%) e Barclays (-4%). Qualche acquisto solo sulle banche portoghesi grazie al buon esito delle aste dei titoli di Stato lusitani.

A proposito di Bond, anche su questo fronte per l'Italia non è stata una bella giornata: lo spread con i titoli tedeschi dei Btp decennali rimane in modo consistente sopra i 500 punti e i prodotti "made in Italy" sono stati gli unici tra quelli dei grandi paesi europei ad aver aumentato i rendimenti: +5 punti base per i decennali, +10 per i Btp a cinque anni.

In questo quadro non sorprende che la Borsa di Milano sia stata nettamente la peggiore del Vecchio Continente con l'indice Ftse Mib che ha segnato una perdita dell'1,6% e l'Ftse All Share un ribasso dell'1,8%, mentre Francoforte e Londra sono scese dello 0,6%, Parigi dello 0,3%. E l'euro non si muove, anzi durante le contrattazioni a New York è sceso a 1,266 contro il dollaro, per poi ondeggiare attorno a quota 1,27, cioè i minimi da quasi un anno e mezzo.

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