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Il premier serbo Aleksandar Vucic ha detto che si recherà sabato prossimo a Srebrenica dove sono in programma le commemorazioni ufficiali per il 20mo anniversario del massacro di ottomila musulmani ad opera delle truppe serbo-bosniache di Ratko Mladic.

Parlando ieri in tarda serata in una conferenza stampa a Belgrado, Vucic ha detto che "la politica della Serbia è di porgere la mano". "Noi serbi siamo per la riconciliazione ma non accettiamo umiliazioni", ha aggiunto il premier con riferimento alla risoluzione su Srebrenica messa a punto dalla Gran Bretagna e il cui voto, previsto per oggi al consiglio di sicurezza dell'Onu, è stato rinviato a domani per il persistere di forti differenze di vedute tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Belgrado respinge in toto il testo di tale risoluzione, ritenendolo apertamente anti-serbo e contrario agli sforzi di riconciliazione tra i popoli della ex Jugoslavia. "Sono sicuro - ha detto Vucic - che se resta tale testo la risoluzione non verrà approvata neanche domani".

Vucic ha ammesso l'orrendo crimine commesso dai serbo-bosniaci a Srebrenica, ma ha aggiunto al tempo stesso che "ogni crimine ha un nome e un cognome" e che "non vi può essere una colpa collettiva". Vi sono stati orrendi crimini anche contro serbi, ma "non vi può essere una colpa collettiva né di croati né di bosniaci".

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SDA-ATS