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SARAJEVO - L'ex comandante di un'unità di polizia serbo bosniaca, Milos Stupar, è stato definitivamente assolto oggi, per insufficienza di prove, dall'accusa di genocidio, commesso a Srebrenica nel luglio 1995.
Secondo quanto ha reso noto il tribunale di Sarajevo, i giudici della corte d'appello avevano prima disposto la revisione del processo per gravi vizi procedurali del procedimento in primo grado, concluso con la condanna di Stupar a 40 anni di reclusione, ed oggi lo hanno assolto dall'accusa di non aver impedito la fucilazione, da parte dei suoi sottoposti, di oltre mille musulmani di Srebrenica nella fattoria di Kravica, il 13 luglio 1995, e di non aver poi punito gli esecutori del crimine, poiché, si dice nella motivazione, non è stato provato oltre ogni ragionevole dubbio che Stupar all'epoca avesse un effettivo controllo sugli appartenenti all'unità che ha commesso il crimine.
Per il genocidio di Srebrenica del luglio 1995, quando le truppe serbe, dopo la conquista della città all'epoca zona protetta dell'Onu, in pochi giorni massacrarono oltre otto mila musulmani, per lo più uomini e ragazzi, il Tribunale internazionale dell'Aja (Tpi) ha finora condannato sette serbo bosniaci e ne sta processando altri nove tra cui l'ex leader dei serbi di Bosnia, Radovan Karadzic.
Il Tribunale di Sarajevo ha finora condannato dodici serbo bosniaci per il massacro di Srebrenica, sette imputati sono stati assolti e altri sette sono ancora sotto processo.

SDA-ATS