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Se pensava che la sua ricandidatura alle prossime presidenziali fosse una passeggiata, ma Luiz Inacio Lula da Silva si è sbagliato.

La serie di scandali che sta affossando la presidenza di Dilma Roussef si sta avvicinando anche a lui. Il suo più stretto collaboratore, il capo di gabinetto dal 2003 al 2005, José Dirceu (già in carcere per un altra vicenda), è stato formalmente incriminato per corruzione e riciclaggio di denaro sporco per lo scandalo "auto lavaggio", le mazzette che dal colosso petrolifero Petrobras hanno finanziato il Partito dei Lavoratori di Lula e Rousseff (presidente di Petrobras negli stessi anni in cui la società distribuiva denaro a pioggia).

Dirceo, in carcere dal 3 agosto, è accusato di aver giocato un ruolo chiave nella gestione dei 2,1 miliardi di dollari di mazzette Petrobras. Scandalo Petrobras che ha visto l'incriminazione anche del tesoriere del Partito dei Lavoratori, Joao Vaccari, già agli arresti e di altre 15 persone.

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SDA-ATS