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Scontro frontale in Brasile tra governo e magistratura. Un giudice federale di Brasilia ha sospeso la nomina dell'ex presidente Lula a ministro della Casa civile del governo Rousseff subito dopo il giuramento.

Lo ha fatto accogliendo una denuncia, per il momento anonima, in cui si ipotizza che la nomina di Lula sia avvenuta allo scopo di ostacolare la giustizia.

Lula perde quindi l'immunità e l'inchiesta a suo carico torna nella mani del giudice Sergio Moro, il magistrato simbolo del pool 'Lava Jatò, la Mani Pulite brasiliana. Partita riaperta, con Lula che rischia di nuovo l'arresto, in un clima di forte tensione sociale e nuove proteste di piazza sfociate brevemente a Brasilia in scontri tra sostenitori e oppositori di Lula.

Moro, che ieri ha dato in pasto alla stampa una intercettazione tra Dilma e Lula, incassa nel frattempo la solidarietà delle opposizioni di destra di cui si dichiara un ammiratore e al quale sostiene di ispirarsi. Ma deve subire un attacco senza precedenti dalla presidente Rousseff, che durante la cerimonia di giuramento di Lula nel palazzo presidenziale di Planalto, ha gettato un'ombra pesante sulle finalità del suo operato. "È stata violata la Costituzione per fini oscuri ma questi metodi golpisti non mi faranno fare un passo indietro", ha detto a muso duro Dilma.

Moro si è difeso sostenendo che "nemmeno il supremo rappresentante della Repubblica gode di un privilegio assoluto" ed ha paragonato Dilma all'ex presidente americano Richard Nixon, costretto a dimettersi per aver tentato di ostacolare la giustizia per coprire lo scandalo del Watergate.

Ad inasprire lo scontro tra politica e magistratura è scoppiata oggi una nuova bufera che ha investito il giudice federale Itagiba Catta Preta, che ha accolto la richiesta di sospensione della nomina di Lula. Il giudice ha dovuto chiudere in tutta fretta il proprio profilo Facebook dove comparivano commenti contro il governo, contro Lula e foto che lo ritraevano a manifestazioni dell'opposizione a braccetto con il deputato Roberto Caiado, esponente del partito di estrema destra nostalgico della dittatura militare.

"Ci aspettavamo una mossa del genere, abbiamo già presentato ricorso", ha commentato a nome del Partito dei lavoratori di Lula e Dilma l'ex ministro Gilberto Carvalho. La sospensione della nomina dovrebbe essere revocata in breve tempo ma Lula, che aveva fatto anticipare il giuramento previsto per martedì a questa mattina, rischia nel frattempo di finire in carcere.

Il clima è teso e Moro non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi, nonostante alcuni giuristi abbiamo sottolineato le somiglianze tra la situazione attuale e quella del 1964, quando i militari intervennero per porre fine ad uno scontro politico che paralizzava il governo impedendogli di fronteggiare la crisi economica. Quell'intervento fu l'inizio di una dittatura durata 21 anni.

La situazione preoccupa anche il Fondo monetario internazionale, che attraverso un portavoce ha fatto sapere di seguire da vicino gli sviluppi della crisi, e le aziende straniere presenti nel Paese sudamericano.

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SDA-ATS