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Michel Temer (foto d'archivio)

Keystone/AP/ERALDO PERES

(sda-ats)

In Brasile, l'ex presidente della Camera dei deputati Eduardo Cunha, in carcere per corruzione, ha scagionato il presidente della Repubblica, Michel Temer, dall'accusa di aver pagato per il suo silenzio.

Lo scorso maggio, gli imprenditori Joesley e Wesley Batista, titolari del colosso alimentare Jbs, hanno detto agli inquirenti che il capo di Stato avrebbe autorizzato il pagamento di mazzette a Cunha per evitare che il suo nome finisse nell'inchiesta 'Lava Jato' sui fondi neri Petrobras, la Mani Pulite locale.

Secondo l'ex numero uno della Camera, la denuncia dei fratelli Batista sarebbe stata "inventata" con l'obiettivo di "prendere" il mandato di Temer.

Nelle sue dichiarazioni agli inquirenti Cunha ha anche smentito che Temer avesse un rapporto diretto con l'affarista Lucio Funaro. Quest'ultimo - considerato l'esecutore materiale di un presunto schema di tangenti interno al partito del capo di Stato, Pmdb, prima di diventare collaboratore di giustizia - aveva tra l'altro accusato Temer di corruzione. Ogni addebito contro Temer è stato però respinto dalla Camera in sessione plenaria.

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SDA-ATS