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BRASILIA - Centoventidue anni dopo l'abolizione della schiavitù, il Brasile si dà uno statuto che abolisce ogni possibile forma di discriminazione razziale. Lo Statuto dell'Eguaglianza Razziale è stato approvato all'unanimità dal Senato di Brasilia dopo essere già passato alla Camera: adesso manca solo la firma del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che dovrà apporla entro le prossime due settimane.
Il progetto era in elaborazione alle Camere già da sette anni, da quando, con l'elezione al primo mandato, Lula aveva creato il ministero dell'Eguaglianza razziale. Il testo dello Statuto era stato elaborato dall'allora ministro, Edson Santos, e poi riformulato dal ministro attuale, Eloi Ferreira de Araujo, per superare l'ostruzionismo dell'opposizione di destra, che ieri ha finalmente votato a favore. "E' una vittoria fantastica per la democrazia", ha commentato Araujo.
Lo statuto prevede garanzie legali contro qualsiasi forma di discriminazione razziale, in particolare nel settore del lavoro (con incentivi fiscali alle imprese che assumano persone di colore), e politiche pubbliche di "valorizzazione delle persone di colore" e di "rispetto alla pluralità etno-razziale e culturale".

SDA-ATS