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Breivik: ricusato giudice, killer chiamato a testimoniare

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 aprile 2012 - 13:05
(Keystone-ATS)

Imperturbabile, sicuro di sè, tranquillo. Anders Breivik, il mostro di Oslo che a luglio scorso uccise 77 persone tra la capitale norvegese e la vicina isola di Utoya dove era in corso un meeting di giovani laburisti, si è presentato oggi in tribunale, nella seconda giornata di udienze, per leggere un documento da lui stesso scritto e per chiedere il proscioglimento per legittima difesa.

"Lo rifarei - ha spiegato Breivik nel suo intervento durato più di un'ora, dopo essersi rivolto alla giuria con il saluto di estrema destra (pugno chiuso prima sul cuore e poi a braccio teso) -. Il mio è stato il più sofisticato e spettacolare attacco politico commesso in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale".

"Finire la mia vita in prigione o morire per il mio popolo rappresentano il più grande onore che potessi ottenere", ha continuato il killer, che poi a conclusione della sua lettura ha chiesto il proscioglimento dalle accuse per legittima difesa: "I ragazzi di Utoya non erano "giovani innocenti - si è difeso Breivik -. I militanti del Partito laburista sono indottrinati: non bambini innocenti, ma attivisti politici. Uccidere 70 persone può impedire una guerra civile".

Il militante di estrema destra ha definito gli attacchi "preventivi", finalizzati a preservare la razza norvegese. "Ho agito - ha precisato - in una situazione di emergenza in nome del mio popolo, della cultura del mio paese. E così chiedo la mia assoluzione".

La mattinata si era aperta con un fuoriprogramma: una sospensione di mezz'ora al termine della quale uno dei tre giudici popolari è stato ricusato dal tribunale per aver pubblicato su Facebook dopo la strage, un post in cui chiedeva la pena di morte per il killer. La richiesta di ricusazione era stata avanzata da accusa, difesa e parti civili.

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