Navigation

Brexit: accuse a Johnson, 'vuol dividere il Paese, si scusi'

Il primo ministro Boris Johnson KEYSTONE/AP/KIRSTY WIGGLESWORTH sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 settembre 2019 - 14:45
(Keystone-ATS)

Il linguaggio usato ieri da Boris Johnson in Parlamento continua a infiammare gli animi nel Regno Unito.

Il premier Tory, che dal canto suo rifiuta di scusarsi, è stato accusato oggi da più parti, in un nuovo dibattito ai Comuni, di promuovere "deliberatamente una strategia" volta a approfondire le divisioni del Paese sulla Brexit. E potenzialmente a "incitare l'odio" e l'intimidazione.

La deputata laburista Jess Phillips, promotrice del dibattito, lo ha in particolare chiamato in causa per le parole - criticate dalla famiglia e ritenute da molti oltraggiose - con cui ha liquidato ieri come "cavolate" (humbug) le contestazioni di chi gli ricordava il precedente di Jo Cox: deputata pro Remain del Labour uccisa da un estremista di destra nel 2016. E lo ha sollecitato a chiedere "scusa".

Sulla stessa linea il capo dell'opposizione, Jeremy Corbyn, che ha ammesso come gli insulti e gli eccessi verbali siano arrivati da ogni parte, ma ha notato le specifiche responsabilità del premier, condannando il suo atteggiamento come "vergognoso" e anch la sua assenza di oggi.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.