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"A dispetto della fanfara" intonata da David Cameron, i cambiamenti previsti dall'accordo di ieri sera, tra il premier conservatore e Bruxelles, sono "largamente irrilevanti" per i "problemi veri della maggioranza dei lavoratori e dei cittadini britannici".

Lo afferma il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, mentre a Downing Street è in corso una tesa riunione di governo durante la quale Cameron è chiamato a illustrare i contenuti dell'intesa nel dettaglio, ma anche a far fronte alle annunciate obiezioni di vari ministri euroscettici.

Corbyn ha più volte accusato il primo ministro di aver condotto la sua partita a Bruxelles solo per calcoli di politica interna e interessi di partito. E di aver ignorato nel negoziato quelle che il numero uno laburista considera le vere priorità: i diritti dei lavoratori (britannici e stranieri), "la democratizzazione" dell'Unione Europea, la fine dell'austerity e delle privatizzazioni dei servizi pubblici.

La linea ufficiale del Labour in vista del referendum resta comunque quella di non far campagna a favore della Brexit.

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SDA-ATS