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Brexit: May, poche ma cruciali questioni da risolvere

La premier britannica Theresa May

KEYSTONE/AP PA/DOMINIC LIPINSKI

(sda-ats)

Resta "un piccolo numero di questioni cruciali" da risolvere per arrivare a un accordo di divorzio con l'Ue nel negoziato sulla Brexit. Lo precisa Downing Street sintetizzando le indicazioni date oggi al consiglio dei ministri dalla premier Theresa May.

Il ministro Liam Fox ha evocato discussioni ancora "difficili" con Bruxelles sul confine irlandese. Mentre il governo Tory è stato costretto a promettere ai Comuni, su pressione dell'opposizione, la pubblicazione del parere dei suoi uffici legali sulle soluzioni sul tavolo.

In precedenza, fonti del governo di Londra avevano comunque parlato di spiragli di "ottimismo da entrambe le parti" al termine dell'ultima sessione negoziale.

La Bbc, da parte sua, indica "un solo significativo ostacolo" rimasto sul tavolo: la questione della possibile permanenza temporanea dell'intero Regno nell'unione doganale per assicurare il mantenimento di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord e del cosiddetto backstop: il meccanismo di salvaguardia chiesto dall'Ue per garantire che questa soluzione resti in vigore sine die fino alla definizione di un successivo accordo complessivo sulle relazioni future post Brexit, ma a cui May vorrebbe imporre un termine prefissato.

Braccio di ferro che il falco Boris Johnson liquida peraltro come "teatro". "Nessuno si faccia prendere in giro - twitta - il rinvio è una messa in scena. L'accordo sarà raggiunto e sarà una resa del Regno Unito, che resterà nell'unione doganale e sotto le regole di Bruxelles" a tempo indeterminato. "La gente - polemizza Johnson - ha votato per la Brexit, non per avere uno status da colonia".

In vista della Brexit, inoltre, la Commissione Ue propone di modificare il regolamento sui visti. Questo significa che quando il diritto dell'Ue non si applicherà più nel Regno Unito, in caso di mancato accordo o alla fine del periodo di transizione, i cittadini britannici verranno esentati dall'obbligo del visto per permanenze brevi nell'Unione.

Secondo la proposta, i cittadini del Regno Unito non avranno bisogno di un visto quando si recheranno nello spazio Schengen, per brevi soggiorni, fino a 90 giorni, in un periodo di sei mesi.

La proposta ora dovrà essere adottata da Eurocamera e Consiglio europeo. La Commissione invita entrambe le istituzioni a compiere rapidi progressi sull'iniziativa, affinché possa essere adottata in tempo utile, prima del 30 marzo 2019.

Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, chiarendo che l'iniziativa è subordinata al fatto che il Regno Unito faccia altrettanto con cittadini Ue. Nella conferenza stampa al termine della riunione dei commissari europei, annunciando la pubblicazione di informazioni dettagliate, Timmermans ha poi aggiunto: "La Commissione europea ha intensificato il lavoro di preparazione per la Brexit, ed ha delineato un piano d'azione di emergenza in caso di mancato accordo col Regno Unito".

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