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Brexit: May va sotto, sì a censura contro il governo

La premier britannica Theresa May (foto d'archivio)

KEYSTONE/AP PA

(sda-ats)

La Camera dei Comuni ha approvato una mozione di censura promossa dal Labour contro il governo Tory di Theresa May per la mancata pubblicazione integrale del parere legale sull'accordo di divorzio dall'Ue raggiunto dalla premier con Bruxelles.

Secondo la mozione, l'esecutivo ha commesso "oltraggio" nei confronti del Parlamento, limitandosi a rendere nota ieri una sintesi del parere dopo essere stato costretto nei mesi scorsi - sulla base di un precedente voto della Camera - a impegnarsi a pubblicarne i contenuti.

La mozione è passata con 311 sì e 293 no. Il governo, per evitare l'umiliazione, aveva tentato di dirottare la questione in extremis allo Standards and Privileges Committee, la commissione parlamentare che si occupa di regolamenti e norme di comportamento, ma il suo emendamento era stato bocciato nel pomeriggio di misura con 311 voti contro 307, a conferma di una maggioranza al momento inesistente.

L'approvazione ora impone la pubblicazione integrale, ma il governo si è riservato di farlo dopo un passaggio entro domani di fronte allo Standards and Privileges Committee sugli aspetti confidenziali e di potenziale impatto sulla sicurezza nazionali contenuti nella documentazione richiesta.

Comporta inoltre, in caso di ulteriori resistenza, possibili sanzioni dei ministri responsabili - da identificare fra l'attorney generale Geoffrey Cox (figura equiparabile nel Regno Unito a quella dell'avvocato dello Stato italiano, ma con rango ministeriale), il numero due dell'esecutivo David Lidington o la stessa May - passibili di eventuali sanzioni fino alla sospensione dai lavori d'aula.

Cox ha negato ieri la pubblicazione integrale invocando ragioni di confidenzialità. Ma i partiti d'opposizione guidati dal Labour - e spalleggiati dagli unionisti nordirlandesi del Dup, junior partner di maggioranza - hanno presentato la mozione di censura accusando il gabinetto d'aver qualcosa "da nascondere".

Il parere legale, secondo quanto ammesso pure da Cox, crea in effetti imbarazzi alla May certificando che il meccanismo del backstop imposto da Bruxelles a garanzia della frontiera aperta fra Irlanda e Irlanda del Nord, per quanto transitorio, potrebbe lasciare il Regno "intrappolato" a tempo indeterminato nell'unione doganale se non si arrivasse poi a un accordo definitivo con l'Ue sulle relazioni future post Brexit.

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