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Brexit: stallo negoziati, Bernier-Frost si vedono a Londra

Michel Barnier KEYSTONE/EPA/YVES HERMAN / POOL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 luglio 2020 - 16:07
(Keystone-ATS)

I negoziati tra Regno Unito e Ue sulla Brexit sono a un punto morto e la City guarda con crescente preoccupazione all'ipotesi di un 'no-deal'.

Tale eventualità farebbe infatti perdere alle società inglesi di gestione di fondi patrimoniali quel 'passaporto' europeo che oggi consente loro di avere la leadership in questo segmento di mercato.

Per far uscire le trattative dall'attuale fase di stallo, i negoziatori Michel Barnier (UE) e David Frost (GB) torneranno a incontrarsi domani a Londra in formato ristretto in vista della nuova sessione negoziale vera e propria, il cosiddetto quinto round, fissata per il 20 luglio, sempre a Londra.

"Restano gravi divergenze", hanno sentenziato entrambi i negoziatori qualche giorno fa dopo l'ultima tornata di colloqui. A certificare l'ampiezza dei problemi ancora irrisolti sono intervenute anche la presidente di turno del Consiglio Ue, la cancelliera tedesca Angela Merkel, e la sua compatriota Ursula von der Leyen, ora alla guida della Commissione. C'è sempre la volontà di raggiungere un'intesa, hanno sottolineato in sostanza all'unisono, ma prepariamoci anche a un 'no-deal'.

Dopo che Londra ha rinunciato a chiedere una proroga del periodo transitorio, il 31 dicembre prossimo la Brexit diventerà operativa a tutti gli effetti. E senza quell'intesa che tutti auspicano ma che al momento appare ancora lontana, i rapporti economici tra le due sponde della Manica saranno regolati in base alle norme dell'Organizzazione mondiale per il commercio (il Wto), cioè con il ripristino di frontiere e dogane e tutte le immaginabili conseguenze.

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