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I Grigioni sono tra i più colpiti dal calo di pernottamenti. (Foto d'archivio - Hotel Maloja Palace in Val Bregaglia)

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Gli alberghi svizzeri accusano solo ora il contraccolpo della decisione dell'anno scorso della Banca nazionale (BNS) di abbandonare il tasso di cambio fisso franco-euro: nel 2015 infatti la maggior parte dei turisti aveva già prenotato le vacanze.

Da inizio gennaio a fine febbraio in Svizzera i pernottamenti sono diminuiti del 3,9%, sostiene Andreas Züllig, presidente dell'organizzazione Hotelleriesuisse, in un'intervista pubblicata oggi sul domenicale "Schweiz am Sonntag". Secondo lui si tratta del maggior calo da tre anni a questa parte, nonché di una conseguenza del rafforzamento del franco. "La flessione si fa sentire in particolare solo ora", ha aggiunto.

Il canton Grigioni è tra i più colpiti. Nei primi due mesi dell'anno, i pernottamenti sono diminuiti di oltre il 9%. Züllig fa poi anche riferimento al cattivo tempo. Grazie alle nuove tecnologie, i visitatori provenienti dalla Svizzera orientale o centrale e dai Paesi che confinano con i Grigioni prenotano sempre più spontaneamente. In caso di maltempo restano a casa. "In passato, non vi erano queste fluttuazioni. I turisti prenotavano una settimana e venivano, con qualsiasi meteo", precisa Züllig.

Secondo lui un'ottima opportunità per gli alberghi svizzeri è quella di collaborare maggiormente tra di loro. In questo modo sarebbe possibile ridurre i costi. "Dobbiamo adattarci alle condizioni. Perché se siamo troppo cari, non avremo proprio più clienti", ha aggiunto il presidente di Hotelleriesuisse.

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SDA-ATS