Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

BRUXELLES - Non una tassa sulle transazioni finanziarie (la cosiddetta Tobin tax), ma un'imposta sui bilanci delle più importanti banche europee, quelle a rischio sistemico: questa - secondo quanto ha appreso l'ANSA - la proposta che domani sarà presentata dal commissario Ue ai servizi finanziari, Michel Barnier, in vista del G20 di Toronto in programma a fine giugno.
Il gettito di tale tassa sui gruppi bancari nella proposta di Bruxelles servirà per finanziare un fondo anti-crac a cui attingere nel caso istituti finanziari della UE dovessero trovarsi in difficoltà finanziarie o a rischio fallimento.
Alla base della proposta della Commissione UE c'è un principio simile a quello del "chi inquina paga". Dunque, d'ora in avanti, secondo il testo redatto dai servizi del commissario Barnier, in caso di banche a rischio non dovranno essere più gli Stati, e dunque i contribuenti, a pagare. Ma lo dovranno fare le banche stesse attraverso le risorse che verranno accumulate preventivamente nel cosiddetto "fondo di risoluzione delle crisi".
La proposta di Bruxelles è comunque destinata a riaccendere il dibattito fra i vari Stati europei, visto che non tutti sono d'accordo su come utilizzare le risorse del fondo anticrisi. Con alcune capitali (Parigi in prima linea) che vorrebbero destinare il gettito della tassa al risanamento dei conti pubblici. Oltre ad introdurre imposte simili anche in altri settori finanziari, come quello dei fondi speculativi, hedge fund in prima fila. Berlino sarebbe invece sulla linea di Bruxelles.

SDA-ATS