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Il Tribunale penale di Basilea Città ha condannato oggi un 26enne a 19 anni di detenzione per assassinio. L'uomo ha negato di essere l'autore del delitto, avvenuto nel 2012, ma secondo la Corte ha mentito e si è contraddetto. Appoggiandosi su vari indizi, fra i quali dati raccolti dal suo telefono cellulare, il tribunale lo ha riconosciuto colpevole.

Il 6 febbraio di due anni fa, un 35enne tedesco era stato trovato morto nel proprio appartamento a Riehen (BS), colpito in più parti del corpo con un'arma da taglio. L'uomo era stato rinvenuto senza vita da un'ex compagna e collega, insospettita per la sua assenza sul posto di lavoro.

La vittima e il condannato - che viveva presso la sua famiglia, originaria del Kosovo, a Sisseln (AG) - lavoravano nella stessa impresa ed erano in rapporti di amicizia. Le ragioni del delitto sono tuttora oscure.

Il 26enne, che ha accolto la sentenza scuotendo la testa con le lacrime agli occhi, è stato invece assolto dall'accusa di rapina aggravata. Il fatto che abbia rubato del denaro non è stato ritenuto sufficientemente dimostrato.

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SDA-ATS