Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il produttore cinematografico Harvey Weinstein

Keystone/AP Invision/ARTHUR MOLA

(sda-ats)

Lo scandalo che ha travolto Harvey Weinstein parla sempre più italiano. E non solo per la denuncia shock di Asia Argento, tra le donne abusate dal produttore cinematografico.

Ritorna infatti a galla la storia dell'ex numero uno di Miramax nella vicina Penisola, Fabrizio Lombardo, sospettato di aver avuto il compito di procurare ragazze al suo capo. Mentre protagonista di un audio che inchioda Weinstein alle sue responsabilità è la modella Anna Battilana, una delle testimoni dei festini di Arcore con l'ex premier italiano Silvio Berlusconi nota alle cronache per aver raccontato cosa accadeva nei "bunga bunga party".

È un'ex giornalista del New York Times, Sharon Waxman, a rivelare come già nel 2004 stava indagando sull'uomo più potente di Hollywood, seguendo la pista legata a Fabrizio Lombardo. "Avevo anche rintracciato una donna a Londra che fu pagata dopo un incontro sessuale non voluto con Weinstein", scrive la Waxman sul suo sito di gossip The Wrap, spiegando però come la testimone "aveva paura di parlare perché aveva firmato un accordo di riservatezza".

Lombardo, che sposò la figlia del banchiere Cesare Geronzi, ha sempre smentito categoricamente la vicenda. Anche se Asia Argento su Twitter ha ricordato in queste ore come fu proprio Lombardo a portarla nel 1997 nella stanza di Weinstein, in un hotel della Costa Azzurra dove credeva di essere stata invitata per un party della Miramax.

Waxman comunque ricorda come la sua inchiesta fu "uccisa" dopo le pressioni di alcune star di Hollywood, a suo dire messe in moto dallo stesso Weinstein. Tra queste gli attori Matt Damon e Russell Crowe, che negano assolutamente questa versione. Ma che secondo la giornalista le telefonarono mentre era ancora sulle tracce di Lombardo, qualche giorno prima che l'editore del quotidiano newyorchese decidesse di fatto di "insabbiare" la vicenda.

Il caso dell'ex finalista di Miss Italia Anna Battilana risale invece al 2015, quando grazie a lei la polizia di New York stava per arrestare Weinstein. La ragazza aveva denunciato di essere stata molestata e gli agenti la "microfonarono" prima di un nuovo incontro col produttore in un hotel di Tribeca, a Manhattan. "Perché mi hai toccato il seno?", si sente dire la donna, e il produttore risponde: "Lo faccio sempre, entra". Ma Battilana - spiegano gli investigatori - ebbe paura e torno' sui suoi passi, facendo sfumare l'operazione.

Intanto dopo l'ex first lady statunitense Hillary Clinton anche l'ex presidente degli Usa Barack Obama interviene sullo scandalo del produttore che è stato uno dei principali finanziatori delle campagne elettorali dei democratici negli ultimi anni. "Siamo disgustati", afferma Obama con la moglie Michelle: " Un uomo che umilia e degrada le donne deve essere condannato a prescindere dalla sua ricchezza e dal suo status".

E ad abbandonare Weinstein è anche la moglie Georgina Chapman: "Il mio cuore è infranto al pensiero di tutte le donne che hanno sofferto per azioni imperdonabili'', ha detto al magazine People: ''Ho deciso di lasciare mio marito. Prendermi cura dei miei figli è la priorità".

Isolata dal coro a difendere Weinstein c'è Lindsay Lohan: "Sto male per lui, non credo che sia giusto ciò che gli sta accadendo".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS