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Il settore sanitario diventerà sempre più il fulcro attorno al quale verterà l'aiuto allo sviluppo della Svizzera: una buona salute è infatti il presupposto per combattere la povertà e per garantire maggiore stabilità.

Lo ha affermato oggi a Basilea il consigliere federale Didier Burkhalter nel discorso di apertura della Conferenza annuale della cooperazione allo sviluppo.

I perni su cui saranno incentrate le attività future in questo senso sono la promozione della sanità a livello globale, la lotta alle malattie che colpiscono soprattutto le popolazioni più disagiate, nonché il miglioramento della salute delle madri, dei neonati e dei bambini. Un buono stato di salute genera maggior sicurezza sociale, favorisce la pace e comporta una certa stabilità economica, ha aggiunto il ministro elvetico degli esteri.

Burkhalter ha sottolineato come la Svizzera goda di buone premesse per potersi impegnare in maniera particolare nel settore sanitario: prima fra tutte è quella di ospitare sul proprio territorio Ginevra, "la capitale mondiale della sanità", nella quale hanno sede tra gli altri proprio l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR).

A ciò si aggiungano - ha proseguito il consigliere federale - la vasta esperienza e le ampie conoscenze della Confederazione in questo ambito, sia per quanto riguarda il settore privato che in quello della ricerca. Da non dimenticare neppure "il vitale impegno della società civile" in favore delle numerose organizzazioni di aiuto allo sviluppo, il cui intervento nei paesi a basso reddito è determinante per la realizzazione di servizi sanitari.

Per Burkhalter l'ideale a cui l'aiuto allo sviluppo deve aspirare è un mondo senza povertà e senza guerre. Ma la via in questa direzione è ancora molto lunga e per percorrerla è necessario elaborare un approccio comune. La prossima occasione sarà quella del vertice mondiale di fine settembre a New York, nel corso del quale verranno fissati gli obiettivi per l'aiuto allo sviluppo fino all'anno 2030.

Il consigliere federale ha in conclusione sottolineato la paradossalità della nostra era: mentre si assiste ovunque a nuove ondate di nazionalismo, gli uomini si trovano confrontati a sfide che non conoscono confini. Esempi recenti sono quelli dell'attuale crisi dei profughi e, qualche mese fa, dell'infuriare del virus Ebola nell'Africa occidentale.

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SDA-ATS