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Didier Burkhalter, presidente di turno dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ha respinto oggi lo "status quo" nel conflitto che oppone l'Azerbaigian e l'Armenia riguardo alla regione del Nagorno-Karabach. Il presidente della Confederazione ha chiesto ai due paesi di rilanciare i negoziati e mettere fine a questo braccio di ferro che dura da decenni.

"Lo status quo non rappresenta una reale opzione. È necessario indirizzarsi pian piano verso la pace", ha affermato Burkhalter, in una conferenza stampa tenutasi ad Erevan, capitale dell'Armenia. Aggiungendo inoltre che la Svizzera è pronta ad offrire aiuto nella ricerca di una soluzione pacifica al conflitto.

Il presidente ha poi rinnovato il suo sostengo a favore di un incontro a Parigi tra i presidenti dei due paesi rivali con l'obiettivo di trovare "il punto di partenza per una nuova fase di trattative".

La regione separatista del Nagorno-Karabach, abitata in maggioranza da armeni, è stata scenario di una guerra che ha provocato 30'000 vittime e centinaia di migliaia di rifugiati tra il 1988 e il 1994. Un cessate il fuoco è stato firmato nel 1994 ma Baku ed Erevan non riescono a trovare un accordo sullo statuto della regione che rappresenta tutt'ora una fonte di tensioni nel Caucaso meridionale.

Durante gli ultimi mesi le violenze sono tornate ad intensificarsi sia sulla linea di frontiera tra l'Armenia e l'Azerbaigian che sul fronte del Nagorno-Karabach. I negoziati riguardanti la regione sono condotti sotto l'auspicio del Gruppo di Minsk dell'OSCE (Russia, Stati Uniti, Francia).

Con la giornata odierna termina il viaggio di Burkhalter nel Caucaso meridionale. Il ministro degli esteri elvetico ha visitato Azerbaigian, Georgia e Armenia.

SDA-ATS