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L'OSCE continua gli sforzi per trovare una soluzione alla crisi in Ucraina. Lo ha dichiarato oggi il presidente dell'organizzazione - e della Confederazione - Didier Burkhalter in un incontro a Berna con il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. Entrambi hanno chiesto la liberazione degli esperti militari tenuti in ostaggio nell'Ucraina orientale.

In una breve dichiarazione alla fine dell'incontro, Burkhalter ha detto che le operazioni per la liberazione degli ostaggi sono in una fase delicata. Anche Steinmeier ha parlato di una situazione sensibile, e ha invitato tutte le parti coinvolte alla prudenza.

Le vittime dei rapimenti sono esperti militari, che si trovavano nella regione di Donetsk per ispezioni effettuate su invito della stessa Ucraina. Questo tipo di ispezioni non ha nulla a che vedere con le missioni di osservazione dell'OSCE, effettuate da 150 osservatori civili.

L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) vuole raggiungere una nuova tappa nella soluzione della crisi ucraina, ha affermato Burkhalter. A questo proposito, diversi contatti ai più alti livelli sono stati organizzati e coordinati.

Berna completa lista contro aggiramento sanzioni

La Confederazione ha intanto completato la lista di persone russe e ucraine con le quali le banche elvetiche non potranno intavolare nuovi affari. La misura serve ad evitare che la Svizzera venga utilizzata per aggirare le sanzioni decise dall'Unione europea (Ue).

Per la precisione sono quindici i nomi inseriti oggi nella lista della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Si tratta di persone che figurano nell'elenco pubblicato martedì sul foglio ufficiale dell'Ue. Fra queste vi sono rappresentanti del movimento filorusso nell'est dell'Ucraina. In totale sono 48 i nomi nella lista.

SDA-ATS