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Migliaia di migranti in fuga da guerre e povertà rischiano ogni giorno la vita per entrare in Europa col sogno di ottenere lo status di rifugiato e il diritto a rifarsi una vita. Ma c'è chi dice "no", come Arash Aria, 25enne iraniano.

Si è presentato in una stazione di polizia a Manchester dicendo di essere un immigrato illegale da dieci anni e chiedendo con una certa agitazione di essere espulso dalla Gran Bretagna e rimpatriato nel suo Paese d'origine.

Dopo averlo arrestato, gli agenti hanno scoperto che l'uomo aveva invece tutti i documenti in regola e lo hanno lasciato andare. Arash ha spiegato la sua decisione, che per molti migranti stipati su barconi di fortuna per arrivare su un'isola greca o incolonnati verso le frontiere dell'est Europa è pura follia, con una spiegazione convincente: "La gente di Manchester non mi ha mai accolto bene - ha detto il giovane, che si dice vittima della 'rudezza e violenza' dei locali - Cerco di ignorarli ma ora non ne posso più. Non ho il rispetto che merito".

Negli anni trascorsi in Inghilterra, Arash ha cercato di essere il più possibile amichevole ed educato ma non sarebbe servito a nulla. "Ridono di me perché sono straniero". Ha lavorato a lungo come cameriere e come barman ma ora è disoccupato e riceve il sussidio pubblico.

"Non lo voglio, sono una persona sana e voglio lavorare". Arash è arrivato a compiere questo gesto, per certi versi "disperato", perché il suo passaporto iraniano è scaduto e quindi per ora non può tornare nella sua città di origine, Shiraz, dove vive parte della sua famiglia e ricominciare tutto da capo. L'ambasciata di Teheran a Londra si è però subito mobilitata per aiutare il suo cittadino e gli è stata offerta l'assistenza consolare.

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SDA-ATS