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Le "attività militari" russe ai confini della Nato sono "aumentate significativamente" e nel 2014 le intercettazioni di voli sono cresciute "di 4 volte" ma "soprattutto è cambiata la natura" dei voli russi.

Lo dice il portavoce Nato, Oana Lungescu, definendola "molto più assertiva" in "un contesto di sicurezza drammaticamente cambiato".

"Negli ultimi anni - dice all'agenzia italiana ANSA la portavoce dell'Alleanza - le attività militari della Russia vicino ai confini della Nato è aumentata in quantità e complessità. È cresciuta significativamente nel 2014 e vediamo che lo stesso trend continua nel 2015".

"Alla fine del 2014 gli aerei alleati sono decollati in 'scramble' oltre 400 volte per intercettare aerei russi sui cieli d'Europa - aggiunge Lungescu - Oltre 150 di queste intercettazioni sono avvenute nell'area dei paesi baltici, ovvero quattro volte di più dell'anno precedente. E quest'anno la Nato ha già intercettato aerei russi più di 100 volte".

La portavoce dell'Alleanza, al di là dei numeri, aggiunge che "è però soprattutto la natura dell'attività aerea russa ad essere cambiata". "È diventata molto più 'assertiva'- sottolinea Lungescu - E fa porre domande sui tempi, sui luoghi, sul tipo di aerei e di gruppi di aerei che volano attorno alle frontiere aeree della Nato. Un'attività che si svolge in un contesto di ambiente di sicurezza drammaticamente cambiato, a causa della violazione del diritto internazionale avvenuta con le azioni aggressive in Ucraina".

Le provocazioni aeree russe, osserva infine la Nato, sono un rischio per l'aviazione civile, tanto che "gli alleati hanno espresso anche la preoccupazione che i voli russi mettano in pericolo di voli passeggeri".

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SDA-ATS