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Caffè: prezzo al bar potrebbe aumentare del 10% in scia al Covid

Rincaro in vista per una delle piccole gioie della vita quotidiana? KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 dicembre 2020 - 12:00
(Keystone-ATS)

Il prezzo del caffè al bar potrebbe aumentare sino al 10% sulla scia delle restrizioni legate alla pandemia di coronavirus. Lo afferma CafetierSuisse, l'associazione che riunisce i ristoratori del ramo.

"Se la crisi del settore continuerà anche nel prossimo anno potrebbero essere necessari aumenti dei prezzi più consistenti, fino al 10%, per compensare il calo di fatturato causato dai piani di protezione", afferma il presidente dell'organismo Hans-Petter Oettli, citato in un comunicato in occasione della conferenza stampa annuale.

Stando alle analisi dell'associazione nella Svizzera tedesca il Café crème (caffè lungo), la bevanda calda più gettonata nei ritrovi pubblici, costava quest'anno in media 4,25 franchi, vale a dire 3 centesimi più che del 2019. Il prezzo torna così ad aumentare dopo aver subito l'anno scorso un calo (-3 centesimi) che aveva costituito il primo arretramento nella storia del rilevamenti, che allora comprendevano 32 anni consecutivi.

Lo scarto registrato fra i singoli punti vendita è comunque notevole e va - sempre per il Café crème - da 3,00 a 5,60 franchi. Questo differenziale è riscontrabile sia nell'insieme della Svizzera tedesca (non sono state considerate altre regioni linguistiche, ad eccezione della parte francofona del canton Berna), sia per esempio in una realtà più ristretta quale la città di Zurigo. A titolo di confronto, il costo dell'espresso in Svizzera, secondo i rilevamenti dell'Ufficio federale di statistica, era di 4,21 franchi nel 2019.

La crisi attuale è peraltro fonte di grande preoccupazione: CafetierSuisse sottolinea che il Covid-19 sta avendo un forte impatto sui bar del paese. Ogni ulteriore inasprimento delle misure di protezione costituirebbe un onere aggiuntivo: se nuovi interventi dovessero essere inevitabili per motivi epidemiologici viene richiesto un rapido risarcimento. L'organizzazione fa anche presente come innumerevoli esercizi abbiano già raggiunto la soglia di sopportazione economica: sono ormai a rischio 100'000 posti di lavoro.

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