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Cala l'utile netto di Microsoft nel secondo trimestre dell'esercizio fiscale: una flessione del 3,7% a 6,38 miliardi di dollari, su ricavi in aumento del 2,7% a 21,46 miliardi di dollari, sotto le attese di alcuni analisti. Le spese operative sono salite del 10%. I ricavi della divisione Windows e Windows Live sono aumentati del 24%. I ricavi della divisione servizi online, che include il motore di ricerca Bing, sono saliti dell'11%. Risultati che non soddisfano in pieno Wall Street, dove i titoli Microsoft nelle contrattazioni after hour perdono l'1,9%.

Giornata di passione in borsa, ieri, anche per Apple, che affonda del 12,3% sulla scia di una trimestrale deludente che non ha spazzato via i timori degli analisti sul futuro della società alla luce della crescita più lenta dei profitti dal 2009 e dall'aumento più debole delle vendite degli ultimi 14 mesi, ma anche considerato che, al momento, non ci sono indiscrezioni sulla possibilità del lancio di nuovi prodotti per il prossimo trimestre. Secondo alcuni osservatori Apple è vittima del suo stesso successo: nonostante le vendite record di iPhone e iPad, la società non è riuscita a rassicurare gli analisti. E ora rischia, se la parabola al ribasso dovesse continuare, di perdere il titolo di società con la maggiore capitalizzazione di mercato al mondo, più grande di Exxon Mobil. Dai picchi di settembre i titoli Apple sono in calo di oltre il 27%, con Cupertino che ha bruciato circa 190 miliardi di dollari.

Apple ha chiuso il primo trimestre dell'anno fiscale con un utile netto di 13,1 miliardi di dollari, quasi invariato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I ricavi sono saliti del 18% a 54,5 miliardi di dollari. Per il secondo trimestre dell'anno fiscale, Apple stima ricavi per 41-43 miliardi di dollari e un margine lordo fra il 37,5% e il 38,5%. Alla fine del secondo trimestre Apple ha una liquidità di 137,1 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 121 miliardi della fine del trimestre precedente, chiusosi in settembre: una cifra molto elevata da attirare le critiche di alcuni analisti, secondo le quali Apple è "arrogante" nel mantenere tale liquidità senza valutare un piano di buy back o un dividendo più alto per gli analisti.

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SDA-ATS