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Le grandi squadre del calcio francese sono sul piede di guerra. Dopo l'interruzione delle trattative con il governo sull'applicazione della nuova tassa al 75% sui mega stipendi, l'assemblea generale della Lega calcio transalpina (Ucpf) ha indetto una giornata di sciopero per il massimo campionato e la serie cadetta.

Salvo accordi o passi indietro dell'ultimo secondo, le partite della quindicesima giornata di Ligue 1 e 2, in calendario per l'ultimo weekend di novembre, non saranno giocate, ma sostituite da incontri con i tifosi negli stadi o nelle sedi dei club. "Si tratta di salvare il calcio francese, che rappresenta 25 mila posti di lavoro", ha commentato il presidente dell'Ucpf, Jean-Pierre Louvel, ricordando che l'erario transalpino già incassa 750 milioni di euro di imposte dai team professionistici.

"Ci si chiede di pagare una tassa in più quando siamo già il campionato più oberato dal fisco - ha fatto eco il vicepresidente Bernard Caiazzo, patron del Saint Etienne - Dove stiamo andando? I club sono stufi, suoniamo un campanello d'allarme. Cosa vogliono, la morte del calcio?".

Immediata la reazione del governo, che ha ricordato alle squadre che in materia di tasse sono trattate "come un'azienda qualsiasi" dato che "al di sopra di ogni disposizione fiscale c'è il principio di uguaglianza". Parole critiche sono giunte anche dal presidente dell'Uefa Michel Platini, secondo cui "con gli stipendi che prendono" i calciatori in sciopero non possono certo sperare di ottenere comprensione dai tifosi.

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SDA-ATS