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MOSCA - Assediata da incendi di foreste e torbiere e invasa da una densa nuvola di fumo, Mosca si spopola. La popolazione è in fuga dalla capitale russa verso dacie e città sicure come San Pietroburgo, affrontando lunghe code in auto o assaltando treni e aerei.
Secondo i satelliti della NASA, il fumo acre e nocivo ha raggiunto la stratosfera a 12 km di altitudine, formando talvolta "pirocumuli", come se si trattasse di un'eruzione vulcanica. "Mosca si è trasformata in un vulcano infernale che vomita tonnellate di sostanze pericolose sulla gente", titola il tabloid Tvoi Dien.
Con il pericolo che la nube bianca, estesa per 3000 km dagli Urali ai confini occidentali del Paese, si diffonda a grande velocità deteriorando la qualità dell'aria lontano dai focolai d'incendio, che nel frattempo continuano a crescere: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 290 nuovi focolai che hanno divorato 14'000 ettari più di ieri, per una superficie totale di 751.907 ettari, quasi come l'Umbria.
Vari Paesi sconsigliano i viaggi non necessari nelle 22 delle 83 regioni russe colpite dalla calamità, con contraccolpi sul turismo che fanno tremare autorità e tour operator. Anche gli aeroporti di Mosca, a parte Sheremietevo, sono in difficoltà, con decine di voli dirottati o ritardati. E migliaia di passeggeri che attendono, tra il fumo che insidia gli ingressi e i black-out dei condizionatori.
La più grande capitale europea, con oltre 10 milioni di abitanti, è ormai in ginocchio, come gran parte della Russia occidentale, investita da metà giugno da una ondata anomala di caldo torrido e, ormai da due settimane, da roghi naturali di fronte ai quali il Paese ha dimostrato tutta la sua impotenza e inadeguatezza, nonostante si tratti dell'inedita conseguenza di un evidente cambiamento climatico del pianeta. Un cataclisma con conseguenze globali, dal turismo al blocco dell'export russo del grano, dall'inquinamento dell'aria alla distruzione di una parte del polmone verde del pianeta.
Finora sono scesi in campo oltre 150'000 uomini della protezione civile e da oggi 7000 soldati con 600 mezzi militari anche speciali, che hanno posato oltre 40 km di condutture d'acqua nella regione di Mosca e di Nizhni Novgorod: qui il centro di ricerca nucleare militare di Sarov è stato isolato con lo scavo di un canale lungo 8 km. Intorno alla capitale il problema maggiore sono le torbiere in fiamme: i pompieri hanno deciso di lavorare 24 su 24. A rischio anche un centro di allarme contro gli attacchi missilistici, nel distretto di Kolomna, dopo che il 29 luglio sono andate bruciate due basi militari.
Diversi Paesi stranieri hanno inviato aerei ed elicotteri. Ma la situazione peggiora di giorno in giorno, sotto una canicola che oggi ha raggiunto i 38 gradi. Non resta che attendere o invocare con le preghiere la pioggia, come fanno ormai molti fedeli guidati dai "pope". Ma la meteo non lascia sperare, se non in un cambio del vento tra martedì e mercoledì, che potrebbe spazzare la nube di fumo e ridurre la concentrazione di monossido di carbonio, oggi superiore di 6,6 volte la soglia di sicurezza.
Cresce il numero delle persone che si rivolgono all'ospedale, soprattutto gli anziani, mentre gli abitanti sono spariti dalle strade. Chi è costretto ad uscire da casa in genere si applica su bocca e naso un fazzoletto bagnato o una mascherina, che ora regalano anche ai supermercati: è la nuova icona di questa emergenza.
Chiudono molti negozi e anche alcuni musei, le auto girano a fari accesi in pieno giorno. La Lega calcistica ha deciso di annullare anche due partite di campionato e di spostare a San Pietroburgo l'esordio del CT olandese Dick Advocaat sulla panchina della nazionale russa, nell'amichevole contro la Bulgaria.
"La situazione è veramente estrema", ha ammesso al quotidiano Kommersant Ivan Iurlov, della Lega nazionale per la salute.

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SDA-ATS