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MOSCA - Almeno 25 morti in 24 ore, un gran numero di villaggi in fiamme, l'ira del presidente russo Dmitri Medvedev, che ordina l'intervento dell'esercito, e del premier Vladimir Putin, che chiede ai governatori, se "incapaci", di andarsene: sono gli effetti dell'insolita ondata di caldo estivo che dura a Mosca e in tutta la Russia europea ormai da un mese, con record che segnano ogni giorno nuovi massimi.
Nei 130 anni dalla nascita del Centro meteorologico russo, Mosca non aveva mai conosciuto temperature come quelle di questi giorni. Il caldo fa bruciare i boschi e l'erba, la torba, le case di legno, ed è alimentato anche da un vento forte e torrido. In 24 ore, almeno 25 persone sono rimaste uccise nell'incendio delle loro abitazioni nei dintorni di Mosca, di Nizhni Novgorod, di Ryazan, di Voronesh, di altre città dell'immenso centro russo.
Il presidente Medvedev ha chiesto oggi ai membri del governo di andare nelle zone più colpite dai fuochi, per portare aiuto ma soprattutto per valutare i danni e adottare misure urgenti. Non contento, Medvedev ha incaricato il ministero della difesa di "fare tutto l'indispensabile per aiutare la gente e spegnere gli incendi". Ha anche chiesto nuovi aerei anti-incendio. Putin, per parte sua, è andato a Nizhni Novgorod, nella regione più colpita, con ben nove morti in un giorno, per parlare con la gente, convocare gli amministratori locali, ammonire che i governatori inadempienti dovranno andarsene. Centinaia di abitanti sono rimasti senza casa, migliaia sono a rischio.

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SDA-ATS