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Calmy-Rey: in Libia commessi crimini contro l'umanità

In Libia sono stati commessi, e vengono tuttora commessi, crimini contro l'umanità. Lo ha affermato la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, inaugurando stamane a Ginevra la sessione ministeriale del Consiglio per i diritti umani dell'ONU.

"Il numero dei morti e dei feriti dovuti all'uso eccessivo della forza è scioccante. Questi eventi, che si manifestino in Medio Oriente, in Nord Africa o in altre parti del mondo, "sono inaccettabili e la Svizzera li condanna con fermezza". Berna, ha aggiunto la consigliera federale, condanna in particolare le esecuzioni "extragiudiziarie" di cui sono vittime pacifici manifestanti per mano delle forze di sicurezza libiche. "Gli atti di violenza devono cessare immediatamente e gli autori di questi crimini devono essere puniti".

Al riguardo, ha proseguito Micheline Calmy-Rey, la Svizzera giudica positivamente la decisione del Consiglio di sicurezza dell'ONU di rivolgersi alla Corte penale internazionale dell'Aja affinché indaghi sulla situazione in Libia". L'uso indiscriminato della violenza nei confronti di popolazioni che esprimono il loro desiderio di libertà, democrazia e giustizia sociale "è inammissibile e non resterà impunito".

Calmy-Rey, lodando il coraggio e la determinazione dei manifestanti in vari paesi arabi, ha detto che "siamo soltanto agli inizi di un processo". Il compito da svolgere è immenso se vogliamo che i diritti economici, sociali, culturali, civili e politici diventino "una realtà quotidiana per le popolazioni del mondo".

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