Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

FRANCOFORTE - Prosegue inesorabile il declino dell'euro sui mercati valutari internazionali, sotto il peso dei conti in rosso dei cosidetti Paesi periferici di Eurolandia come Grecia, Spagna e Portogallo.
La moneta unica è oggi sprofondata a un nuovo minimo storico contro il franco svizzero e vale 1,3206 franchi svizzeri. Ha toccato il livello più basso da otto anni e mezzo a questa parte sulla valuta del Sol Levante, calando a 107,50 yen, e ha aggiornato i minimi sulla sterlina da 19 mesi a questa parte scendendo a 0,8091 pence. Nei confronti del biglietto verde è scivolata sotto quota 1,22 dollari a 1,2170 da 1,2277 dollari segnato ieri sera in chiusura a New York. Solo in quest'ultimo trimestre la moneta unica ha perso il 9,6% nei confronti della divisa statunitense.
Le paure di un probabile default della Grecia hanno fatto schizzare i Credit default swaps sul debito del paese ellenico di 13 punti a 1'101 punti, riavvicinandosi al record di 1'125 toccato il 4 giugno, secondo i dati Cma DataVision. Anche i contratti sulla Spagna sono saliti di 9 punti al record di 275 punti.
Ai problemi finanziari di questi due paesi si sommano, inoltre, le difficoltà delle banche europee non solo nel finanziarsi sul mercato dei capitali, ma anche nel far fronte ai prestiti della Bce in scadenza.
Il primo luglio è in scadenza il maxi-finanziamento della Bce da 442 miliardi di euro e - stando alle stime di Barclays Capital - le banche di Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo e Italia hanno accumulato prestiti Bce in scadenza questa settimana per circa 151 miliardi. Così i timori di un default di un Paese della zona euro e i dubbi sullo stato di salute di diverse banche europee spinge gli investitori a liberarsi dell'euro e fare incetta di dollari e yen, considerate da sempre monete rifugio per eccellenza.

SDA-ATS