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ROMA - L'euro perde terreno oggi contro tutte le principali valute sui mercati internazionali, scivolando ai minimi storici sul franco svizzero e toccando il livello più basso da 19 mesi a questa parte contro la sterlina.
Nei confronti della valuta elvetica la moneta unica vale 1,3329 franchi svizzeri mentre nei confronti della divisa d'Oltremanica è calata a 0,81478 pence, segnando i minimi dal 12 novembre 2008.
La sterlina si è apprezzata in modo convincente anche contro il biglietto verde, salendo a 1,5118 dollari. Contro la moneta statunitense l'euro è calato a 1,2284 dollari, rispetto a 1,2368 segnato in chiusura a New York venerdì scorso, mentre nei confronti della valuta del Sol Levante è sceso a 109,85 yen, registrando quest'anno una perdita del 17% sulla divisa nipponica.
A trainare l'euro al ribasso, spiegano gli analisti di mercato, è stata la decisione dei capi di governo, riunitisi a Toronto per il G20, di posticipare ulteriori tagli ai bilanci dei Paesi di Eurolandia fino a quando non è partita una ripresa economica sostenibile. I Grandi della Terra hanno deciso nello specifico di sostenere la crescita economica mondiale, puntando a dimezzare i deficit entro il 2013, stabilizzare il trend di riduzione dei debiti pubblici entro il 2016 e varare exit-strategy dalle misure di stimolo in base alle esigenze dei singoli Paesi.
Con l'accento sulla crescita piuttosto che sulla riduzione del deficit gli analisti sostengono che l'euro continuerà a perdere terreno nei prossimi mesi sui mercati internazionali a causa dei disastrosi conti in rosso di Paesi come Grecia, Spagna e Portogallo. E oggi lo spread, o differenziale di rendimento, tra i titoli di Stato decennali di questi Paesi e il rispettivo bund tedesco ha segnato un netto rialzo rispetto ai giorni scorsi. Quello con la Grecia e' salito a 796 punti, quello con la Spagna a 195 punti e quello col Portogallo a 309 punti. Contemporaneamente sono saliti anche i credit default swap (Cds) sul loro debito sovrano, cioé il contratto con cui un soggetto che ha in portafoglio obbligazioni si assicura contro il fallimento dell'emittente e indicano (in punti base) il costo della protezione.
Segnali, questi, che spingono gli hedge fund e i grandi speculatori della finanza internazionale a continuare a puntare pesantemente contro l'euro. Al 22 giugno scorso il rapporto tra ribassisti e rialzisti si è allargato di 70.974 scommesse al ribasso rispetto alle 62.360 della settimana precedente.

SDA-ATS