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TOKYO - Le autorità monetarie giapponesi hanno rotto gli indugi e deciso di intervenire direttamente sui mercati dei cambi. Il Giappone "non poteva tollerare gli effetti della risalita dello yen sull'economia".
Come la lettura di un bollettino di guerra, il ministro delle Finanze nipponico, Yoshihiko Noda, ha confermato, in una breve dichiarazione alla stampa trasmessa in diretta tv, di aver dato l'ordine d'intervento alla Bank of Japan (BoJ) "alle ore 10.30" (le 3.30 in Svizzera) con "un'azione unilaterale", non concordata a livello internazionale, di acquisto di dollari.
"Siamo intervenuti sui mercati e continueremo a vigilare", ha aggiunto. Noda non ha fornito la quantità di yen venduti, che potrebbe essere secondo fonti citate dal quotidiano Nikkei di 200-300 miliardi di yen (circa 1,8-2,8 miliardi di euro), ma ha chiarito che "potrebbero esserci misure addizionali, se necessario, qualora lo yen torni a muoversi in modo "unilaterale".
Subito dopo la diffusione delle voci di intervento diretto, la moneta nipponica si è raffreddata, tornando, contro il dollaro, nella parte alta di quota 83 (a 83,85). La reazione delle autorità monetarie è maturata dopo che il biglietto verde era sceso nelle contrattazioni di Tokyo a 82,86 yen, aggiornando i minimi degli ultimi 15 anni.
L'intervento diretto sui mercati, il primo del Giappone da marzo 2004, ha beneficiato anche l'euro che, nell'immediato, è passato da 107,76 yen a quota 109,20.

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SDA-ATS