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È morta oggi a 83 anni Ieng Thirith, l'ex "first lady" e ministro degli affari sociali dei Khmer rossi, che tra il 1975 e il 1979 causarono 1,7 milioni di morti in Cambogia.

Lo ha comunicato il tribunale misto dell'Onu a Phnom Penh, che due anni fa aveva rilasciato la donna per infermità mentale, esonerandola così dal processo per crimini contro l'umanità dei quali era accusata.

Ieng si è spenta a Pailin, nel nord-ovest della Cambogia, ossia l'area dove i Khmer rossi mantennero la loro roccaforte per oltre un decennio anche dopo essere stati cacciati dal potere dai liberatori vietnamiti.

L'attuale vicegovernatore della provincia è oggi il figlio di Ieng Thirith. La donna era la cognata del "fratello numero uno" Pol Pot e la moglie di Ieng Sary, ex ministro degli esteri dei Khmer rossi, morto nel 2013 a 87 anni mentre era in prigionia in attesa del processo.

Gli altri due imputati tra gli ex alti leader del regime ancora in vita sono l'ideologo Nuon Chea e il capo di stato Khieu Samphan, entrambi ultraottantenni e in precarie condizioni di salute. Il tribunale misto dell'Onu a Phnom Penh ha raggiunto solo una condanna definitiva, quella contro il "compagno Duch", ex aguzzino del carcere-lager di Tuol Sleng. L'anno scorso, Nuon Chea e Khieu Samphan sono stati condannati all'ergastolo in primo grado nella prima tranche di un processo diviso in più fasi, nella speranza di arrivare a dei verdetti prima della morte degli imputati

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SDA-ATS