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La scoperta di oltre 1'200 nuove fotografie di prigionieri dei Khmer rossi ha riacceso le speranze di centinaia di famiglie in Cambogia di conoscere finalmente il destino dei propri cari scomparsi durante il regime che tra il 1975 e il 1979 provocò circa due milioni di morti in tutto il paese.

Le foto, donate da un anonimo cittadino al direttore del Centro di documentazione della Cambogia (Dc-Cam), Youk Chhang, ritraggono i volti di prigionieri del celebre carcere S-21 di Phnom Penh, dove circa 15'000 persone sono state rinchiuse prima di essere giustiziate.

"Pensiamo che queste nuove informazioni possano aiutare i sopravvissuti a trovare i loro parenti scomparsi", ha detto Youk, commentando che il ritrovamento delle foto è "estremamente importante". "Ogni foto parla", ha aggiunto.

Proprio in maggio oltre un migliaio di cambogiani ha assistito a una "ricostruzione" di un massacro commesso dai Khmer rossi durante la dittatura in occasione della "Giornata della rabbia", per commemorare le vittime del regime.

L'anonimo cambogiano che ha donato le fotografie ha spiegato di avere preso questa decisione dopo la scoperta, qualche giorno fa, di una nuova fossa comune con i resti di centinai di vittime dei Khmer rossi. L'uomo avrebbe rubato le immagini nel 1992 in alcuni uffici del governo, dove lavorava. Il Dc-Cam pubblicherà le foto su internet prima di donarle al museo dell'S-21.

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SDA-ATS