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Nuove scoperte gettano altra luce su quello che è considerato il 'Santo Graal' dell'egittologia: il luogo dove si cela la tomba della leggendaria regina Nefertiti, uno dei grandi misteri irrisolti nella storia dell'Antico Egitto.

Le analisi sui rilievi radar effettuati nella camera mortuaria del 'faraone bambino' Tutankhamon - considerato per anni erroneamente figlio di Nefertiti - hanno confermato l'esistenza di due camere 'segrete' e quelle che sembrano delle porte di accesso. E, soprattutto, ci sono tracce di residui di materiale organico e metallico.

"È una scoperta straordinaria, potrebbe essere la scoperta del secolo", ha detto il ministro per le Antichità egiziano, Mamdouh Eldamaty, annunciando i risultati delle analisi, condotte da un team giapponese. Sul mistero Nefertiti, il responsabile si è mostrato molto cauto, se non scettico: "Credo ci sia sepolto qualcuno di molto importante, ma non penso sia Nefertiti", ha detto Eldamaty, spiegando che ci saranno comunque altri rilievi, con i risultati che verranno annunciati il primo aprile.

La vicenda prende le sue mosse nell'agosto dello scorso anno: l'archeologo britannico Nicholas Reeves annuncia al mondo che "ci sono le prove che il luogo della sepoltura di Nefertiti sia accessibile dall'interno della tomba di Tutankhamon", figlio del faraone Akhenaton, il marito di Nefertiti, ma avuto con un'altra donna, la giovane regina Kiya.

Reeves, analizzando le mura della camera funeraria, ha scoperto due ingressi che con tutta probabilità sono celati da millenni. A sostanziare questa tesi la 'modestia' della tomba di Tutankhamon che non sarebbe altro che una struttura "aggiunta" alla tomba originaria, quella di Nefertiti appunto. Alcune decorazioni con scene religiose sono poi da datare prima della struttura della tomba e sarebbero servite come protezione rituale per la parte segreta, e più importante, del complesso.

Nefertiti visse nel XIV secolo a.C. nel 'Nuovo Regno' e assieme al marito, l'altrettanto leggendario faraone Akhenaton, fu protagonista della rivoluzione religiosa tesa a imporre un credo monoteista, incentrato sull'adorazione del dio Aton. Tanto che come Akhenaton che cambiò nome, in realtà si chiamava Amenhotep IV, anche Nefertiti ("la bella è arrivata", ndr) avrebbe scelto di cambiare e chiamarsi Nefer-neferu-Aton ("Aton è raggiante... la bella è arrivata").

Dopo la restaurazione del culto originario, segnato dall'avvento al potere dei militari, i loro nomi vennero cancellati dai registri ufficiali. Le scoperte nella tomba di Luxor potrebbero aprire una nuova porta di conoscenza sulla travagliata storia degli ultimi eredi della XVIII dinastia, rimasta al potere per due secoli mezzo quasi 4000 anni fa.

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SDA-ATS