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I liberali di Justin Trudeau hanno vinto le elezioni federali in Canada battendo i conservatori del premier Stephen Harper, in carica dal 2006.

Prima ancora che si chiudessero tutti i seggi (in British Columbia lo spoglio è iniziato un'ora dopo rispetto alle altre province), le proiezioni davano per vincitore il leader della sinistra che avrebbe ottenuto la maggioranza dei seggi in Parlamento (180, mentre lo spoglio è ancora in corso).

Secondo i primi risultati, i liberali avrebbero conquistato 154 distretti, i conservatori 88, il partito democratico dell'Ndp 21 e il Bloc Quebecois cinque.

Justin Trudeau, figlio dello storico leader del partito Pierre Trudeau, diventa così il secondo premier più giovane (43 anni) nella storia del Canada dopo il conservatore Joe Clark, eletto a 39 anni, e il secondo anche tra i Paesi del G7, dopo Matteo Renzi (40 anni).

Contro Harper ha pesato la crisi economica e il rischio di recessione. Dopo una rapida crescita economica, il Pil canadese è sceso per cinque mesi consecutivi, da gennaio a maggio 2015, a causa del crollo del prezzo del petrolio e della crisi cinese, e la Banca centrale ha dovuto abbassare il costo del denaro due volte per sostenere l'economia. Con questa situazione, per Harper è stato difficile mantenere una delle più importanti promesse elettorali: portare il bilancio in pareggio entro il 2015.

Justin Trudeau ha basato la sua piattaforma elettorale sulle classe media, impegnandosi a imporre più tasse ai ricchi, ridurre il deficit per aumentare la spesa pubblica. Con Trudeau al potere, secondo gli analisti, le tensioni con gli Usa potrebbero diminuire. Harper ha evitato la legislazione sui cambiamenti climatici e si è scontrato con l'amministrazione Obama sul controverso oleodotto Keystone XL che invece Trudeau sostiene anche se con alcune riserve.

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SDA-ATS