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Le donne che presentano un rischio elevato di cancro al seno a livello genetico potranno farsi rimborsare i costi dell'imaging (o tomografia) a risonanza magnetica (MRI) dall'assicurazione di base a partire dal 15 luglio.

Questa novità migliora l'individuazione in particolare nel caso di donne giovani, ha indicato la Lega svizzera contro il cancro in un comunicato odierno.

L'assicurazione malattia continuerà comunque a farsi carico anche della mammografia classica. Questo esame costa circa 190 franchi, contro i 670 per la variante digitale (MRI), ma le diagnosi sono più precise in quest'ultima e l'esame meno doloroso, ha precisato oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Le analisi MRI dovranno essere condotte solo in centri certificati. Ma visto che al momento solo alcuni cantoni dispongono di tali strutture l'UFSP ha deciso di imporre questa condizione solo a partire dal 2017, data in cui è prevista un'estensione dei centri a livello nazionale.

Ogni anno in Svizzera circa 5500 donne e 40 uomini sviluppano un cancro al seno. Circa il 5% o 275 casi sono legati ad un'alterazione a livello di geni ad alto rischio che aumenta la probabilità di sviluppare questa malattia.

Secondo le stime, 4000-5000 donne sono portatrici di questa mutazione genetica. Per loro attualmente è rimborsata solo la mammografia classica.

Tuttavia, nelle donne giovani la mammografia è spesso difficile da interpretare a causa della densità elevata di tessuti mammari. Tra i 30 e i 40 anni l'MRI permette un migliore esame, come mostrano diversi studi comparativi, ha precisato la Lega svizzera contro il cancro. Tra i 40 e i 50 anni l'MRI completa invece la mammografia.

In futuro la frequenza e il metodo d'analisi saranno adattati al rischio dello sviluppo della malattia e all'età della paziente, ha specificato l'UFSP. Per le donne che non sono portatrici di mutazioni genetiche l'esame continuerà ad essere fatto alternando mammografia ed ecografia.

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SDA-ATS