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Cantonali ZH: vittoria PLR, perdono Verdi e verdi-liberali

Le elezioni cantonali zurighesi hanno decretato la prima vittoria del PLR da 20 anni a questa parte. Sia in parlamento che in governo gli equilibri si spostano a vantaggio dei partiti borghesi. La partecipazione al voto ha raggiunto il 32,7%, il minimo storico.

Il consiglio di Stato, il PPD riconquista la poltrona andata quattro anni fa ai Verdi. Le sette poltrone saranno così ripartite nella prossima legislatura fra due rappresentanti UDC, 2 PLR, 1 PPD e 2 PS.

Forte del sostegno di un'alleanza elettorale con UDC e PLR, la procuratrice e gran consigliera popolare democratica Silvia Steiner è riuscita a scalzare dal governo il responsabile del Dipartimento di giustizia Martin Graf (Verdi).

Graf, incappato nella critiche relative al "caso Carlos", aveva a sua volta estromesso quattro anni fa dall'esecutivo un consigliere di Stato del PPD che non godeva dell'appoggio degli altri partiti borghesi.

Le elezioni hanno visto riconfermati senza problemi gli altri quattro consiglieri di Stato uscenti: il responsabile della sanità del PLR Thomas Heiniger, Mario Fehr del PS (sicurezza) e i due UDC Ernst Stocker (economia) e Markus Kägi (costruzioni).

Meno scontata la conferma dei rimanenti seggi del PLR e del PS, che hanno entrambi presentato nuove candidate per sostituire due consigliere di Stato che non si sono ricandidate. Alla fine hanno centrato l'obiettivo, con alcune migliaia di schede di vantaggio su Martin Graf, sia la gran consigliera e presidente delle donne PLR Carmen Walker-Späh, sia la consigliere nazionale del PS Jacqueline Fehr. La rappresentanza femminile in governo sale così a 3 su 7.

In un cantone che conta 1,4 milioni di abitanti e 900'000 iscritti ai registri di voto, i risultati che offrono più spunti in vista delle elezioni federali d'ottobre sono quelli relativi al rinnovo dei 180 seggi del parlamento.

Il dato principale è la vittoria del PLR a danno dei Verdi e dei verdi-liberali. Dopo la costante perdita di consensi registrata a dal 1995, i liberali-radicali avanzano di 4,4 punti al 17,3% delle preferenze. Un'avanzata che ha più che compensato le perdite del 2011 (-3,1 punti) e che dà ai liberali 31 seggi (+8).

L'UDC si conferma partito di maggioranza relativa, mantenendo i suoi 54 mandati e ottenendo il 30% dei consensi (+0,4). Il PLR e i l'UDC controllano così 85 poltrone. Se si tiene conto anche dei 9 seggi conservati dal PPD, fermo al 4,9% dei consensi, i tre partiti borghesi arrivano a 94 mandati, con una maggioranza in parlamento relativamente più chiara rispetto agli 86 voti dell'ultima legislatura.

Il PS si conferma al secondo posto con 36 deputati (+1) e il 19,% delle preferenze (+0,4). I Verdi scendono di 3,3 punti al 7,2% delle schede e mantengono 13 deputati (-6).

I verdi-liberali conservano 14 seggi (-5) con il 7,6% (-2,6 punti). ll PEV sale di 0,5 punti al 4,3% delle preferenze e ottiene 8 seggi (+1). Leggera perdita anche per il PBD, che scende di 0,8 punti al 2,6% delle preferenze e conserva 5 dei suoi 6 seggi.

Fra i partiti minori, l'UDF conserva i suoi 5 seggi e il 2,6% dei voti. Sale anche la Lista Alternativa, che con il 3% dei suffragi (+1,4) ottiene 5 mandati (+2) e potrà a sua volta formare un gruppo parlamentare.

Un dato che fa riflettere è quello relativo alla partecipazione, scesa al 32,7%: meno dei 35,5% di quattro anni fa e peggio del precedente minimo storico registrato nel 2007 con il 34%.

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