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La situazione finanziaria dei Cantoni della Svizzera tedesca nel 2016 è risultata migliore di quanto temuto e previsto. I conti hanno chiuso nelle cifre nere o con piccoli deficit. Le cifre per la Romandia, tranne il Giura, non sono ancora complete.

Dei 15 Cantoni su 26 che hanno pubblicato i loro consuntivi, dieci segnalano eccedenze per un totale di 679,6 milioni di franchi, mentre quelli deficitari hanno accumulato un "buco" di 616,4 milioni.

Zurigo ha chiuso il 2016 con un abbuono di 390 milioni secondo un calcolo dell'ats. Il preventivo del Cantone più popoloso calcolava un surplus di 69 milioni, ma le entrate fiscali hanno raggiunto un livello da primato superando per la prima volta la barra dei 15 miliardi.

All'altro estremo della classifica si trova Basilea Città, con un deficit di 451,5 milioni, dovuto alla riforma della cassa pensione statale. Ma anche questo risultato è migliore del deficit di 952 milioni che erano stati messi in preventivo, grazie a entrate più alte di quanto immaginato. Il ritorno nelle cifre nere è programmato per questo 2017.

Tra i Cantoni che hanno registrato risultati positivi figura Berna, con un'eccedenza di 221 milioni, due in più di quanto messo in preventivo, ma le cifre ingannano in quanto le prospettive restano difficili: ad agosto il governo cantonale presenterà un pacchetto di risparmi, come aveva già fatto sapere lo scorso autunno.

Altri otto Cantoni svizzero tedeschi possono vantarsi di aver chiuso l'anno nelle cifre nere: Grigioni (17), Appenzello Interno (3,8 milioni), Glarona (1), San Gallo (8,1), Sciaffusa (16,6), Svitto (11,9), Turgovia (1,7) e Uri (8,5).

Argovia figura tra i "cattivi gestori", con un disavanzo record di 105,4 milioni, mentre il preventivo calcolava una leggera eccedenza di spesa di 50 mila franchi. La situazione è "inquietante e critica", secondo il responsabile delle finanze Markus Dieth e il governo intende elaborare un programma di risanamento.

Altri Cantoni sono alle prese con preoccupazioni, quali Lucerna, con un'eccedenza di spesa di 49,3 milioni (41 quelli messi in preventivo). La tendenza negativa dovrebbe proseguire da oggi al 2020.

Nidvaldo ha anche chiuso in rosso (2,8 mio), come il Giura (7,4), il solo cantone romando che ha reso note le cifre per il 2016. Il preventivo calcolava un deficit leggermente più basso (6,8).

Neuchâtel dovrebbe chiudere con un peggioramento brutale dei suoi conti: all'inizio del mese il Cantone aveva annunciato un'eccedenza di uscite di 74 milioni, invece dei 14 preventivati. Un risultato che si spiega con il crollo dell'imposta federale diretta (IFD) delle aziende: il 17% del gettito dell'IFD viene infatti trattenuto dai Cantoni.

Dei 15 Cantoni che hanno reso noti i loro conti, undici segnalano risultati migliori del previsto.

Controllo delle spese

"La grande differenza tra Cantoni si spiega a volte con la fiscalità, in particolare quella delle imprese, a volte con l'incapacità di tenere sotto controllo la spesa e a volte con entrambe le cose", dichiara all'ats Nils Soguel, professore all'Istituto di alti studi in amministrazione pubblica (IDHEAP).

Diversi Cantoni risentono della congiuntura in certi settori, come l'Arco giurassiano per l'orologeria e le macchine utensili, o Argovia con il settore dell'elettricità e i bassi prezzi, prosegue Soguel. Il calo degli utili si ripercuote inevitabilmente sulle entrate fiscali.

Il professore non è sorpreso che la maggioranza dei Cantoni chiudano il consuntivo 2016 nelle cifre nere, in quanto essi "avevano un buon margine di manovra". Tuttavia il futuro non appare roseo: "ci sarà da attendersi un deterioramento piuttosto che un miglioramento e i Cantoni staranno senza dubbio molto attenti a tenere sotto controllo la spesa".

Andreas Huber, segretario della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, condivide questa analisi. A suo parere i risultati "non significano affatto la fine dell'allarme", poiché anche con le cifre nere o conti migliori del previsto i deficit strutturali possono esistere. I consuntivi migliori dei preventivi si spiegano talvolta con fatto che certi Cantoni non hanno messo in conto i versamenti della Banca nazionale svizzera.

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SDA-ATS