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Pascal Broulis.

KEYSTONE/VALENTIN FLAURAUD

(sda-ats)

Anno dopo anno cresce in Svizzera la tendenza al centralismo. È quanto hanno constatato i Cantoni, che oggi a Berna hanno presentato una serie di misure per frenare il fenomeno.

"Il federalismo garantisce la coesione del nostro Paese", ha affermato in conferenza stampa il consigliere di Stato vodese Pascal Broulis (PLR) presentando un rapporto sul tema stilato fra il 2014 e il 2016. Eppure questo sistema è sotto pressione, in particolare nei settori dei trasporti, della salute, dell'educazione e della pianificazione del territorio.

"I Cantoni sono sempre più sollecitati dall'applicazione del diritto federale e possono dedicare meno tempo alla loro legislazione", ha aggiunto Broulis. In un simile contesto, secondo il consigliere di Stato è indispensabile che i Cantoni siano più coinvolti nell'elaborazione delle leggi della Confederazione. Sono necessarie migliorie sia in materia di politica interna che estera.

Altro tema sensibile: il trasferimento di competenze a scapito dei Cantoni. Questi ultimi si augurano pertanto che gli impegni legislativi condotti dalla Confederazione vengano accompagnati da un'analisi delle loro conseguenze, in modo da ridurre l'eccessiva regolamentazione.

Il rapporto elenca sei misure per rafforzare il federalismo. Fra queste figura la necessità di riesaminare la ripartizione dei compiti e il loro finanziamento, fra Confederazione e Cantoni. Altro punto importante è la divulgazione: "il federalismo non è qualcosa di acquisito. Attenzione e dialogo sono essenziali", ha rilevato Broulis.

La Conferenza dei governi cantonali (CdC) ha approvato il rapporto nel corso della sua assemblea del 30 giugno. Il testo sarà discusso in dettaglio nel corso della Conferenza sul federalismo, in programma a Montreux (VD) il 26 e 27 ottobre.

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SDA-ATS